Piccoli Numeri - Review - Mescalina
Scenario 1 (ascolto a scatola chiusa, la domenica pomeriggio): James Blood Ulmer finalmente mette da parte le ripetute escursioni nella tradizione del blues e ritorna alle sue origini free, ma con un tocco rarefatto ed inconsueto. Abbandonata la ferocia da Black rock coalition, resta una ricerca timbrica originale che pesca tanto dal jazz modale dell’asse Davis-Shorter quanto dalle intuizioni armolodiche di Ornette Coleman. Però quella chitarra che procede per frasi sfuggenti e volutamente incompiute, la batteria che è tutta uno sfarfallare di piatti e un piluccare di colpi sottili, mentre il contrabbasso resta solido in cabina …
